GLI EFFETTI DELLA VIOLAZIONE DELLA PRIVACY DI FACEBOOK SULLA GENTE DE ROMA (Le avventure di Carlo e Alice, vol. 1)

Carlo guardava il telegiornale mentre Alice finiva di preparare il pollo con i peperoni che aveva preparato per cena ed era più preoccupato del solito.

“Amo’, hai visto che è successo a Facebook?”

Distratta da altro, soprattutto da Andy, il loro gatto certosino che cercava di capire cosa stesse preparando la sua padrona di così buono e profumato, Alice rispose a modo suo.

“No, lo sai che io coi social nun ce vojo ave’ niente a che fa’…perché che è successo?”

“Pare che Zuckerberg se sia venduto i dati personali de noi iscritti e ora è scoppiato un casino! Ma te pare giusto che qualcuno deve sape’ tutti cazzi mia!?!?”

“Ma sei serio?”

Alice, distratta da Andy che nel mentre era stato raggiunto da Capp la certosina femmina e avevano cominciato a miagolare insieme per ottenere almeno un pezzetto di pollo, si scagliò subito contro il marito. Che a sessant’anni suonati viaggiava su una deriva social senza ritorno.

“Cioè, tu su quel cazzo de Facebook scrivi tutto quello che fai…fai le foto ai piatti de pasta che te magni a pranzo…se annamo a cena fori scrivi in che ristorante stai…se te rode er culo lo scrivi…se sei felice lo scrivi…se sei indignato metti i like e condividi…credi che scrive “amen” sotto a un post serva a qualcosa…t’ho beccato pure una volta che te stavi a fa’ un selfie ar cesso…e mo’ te stai a preoccupa’ se qualcuno sa che cazzo fai nella vita quando sei tu er primo che metti in piazza i cazzi tua?!?”

Di fronte a quella reazione così veemente e inaspettata, Carlo rimase in silenzio. Incapace di proferire una qualsiasi risposta. Un silenzio colpevole centrato in pieno da quella donna che era ormai moglie solo per lo Stato. E nulla più.

“E ora vie’ a magna’…che la cena è pronta…”

Carlo si alzò dal divano in silenzio. Si sedette a tavola. E prima di augurare buon appettito a sua moglie e iniziare a mangiare, prese lo smartphone. Scattò una foto a quel piatto così ben riuscito. Poi aprì Facebook. Caricò la foto e scrisse:

“Stasera pollo coi peperoni. E mo’, caro Zuckerberg, spiame pure questo!”

E si taggò a casa sua. Co’ tanto de indirizzo.

Mentre Alice cercava nello sguardo dei gatti, adoranti e affamati vicino al tavolo, l’unico barlume di umanità rimasto in quella casa.

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