LAZIO-CROTONE: LE MIE PAGELLE

Strakosha 6,5: tra una parata e una giocata azzardata coi piedi, trova er tempo de organizza’ ‘na partita a “Il mercante in fiera dell’Est” co’ Tare, Basta e Marusic. E co’ Manzini che pe’ vole’ partecipa’a tutti i costi s’è spacciato per un certo “Maurizio il serbo”, criminale pericoloso ricercato pe’ tutta Formello.

Patric 6: arrembante e poco lucido come quei regazzini che vanno in discoteca pe’ la prima volta e vorrebbero limona’ co’ tutte le pischelle che je passano davanti. Indipendentemente dal fatto che siano esse buste de fave o pezzi de sorca.

De Vrij 6,5: “ci vuol talento per chiamarlo amore, se chiudi gli occhi ti scoppia il cuore. E allora resta, resta cu ‘mme…”

Wallace 6: spaesato e impacciato come un anziano a cui hanno appena tolto er cantiere.

Marusic 6: se magna un go’ a porta vota che è tipo quando esci co’ una e questa, quando la riaccompagni a casa, te invita su a casa sua a “prende ‘na cosa…” e tu je dici che nun poi fa’ tardi che la mattina dopo c’hai er saggio de judo.

Lukaku 7: straripante come Eddie Murphy in “Una poltrona per due”. Ha il merito de sblocca’ ‘na partita che se stava a complica’ un po’ troppo. Cinquanta sfumature di nero sul Bianco Natale.

Milinkovic-Savic 6: passa tutta la partita a

cerca’ de fa capi’ a Lotito quanti so’ 170 milioni.

Murgia 6,5: parte alla grande. Poi cala. Un po’ come la vita sessuale dell’uomo medio.

Parolo 6: nel primo tempo, gioca talmente male che pare un giocatore del Crotone al punto che, quando Inzaghi je chiede “Ah Marco, ma come cazzo stai a gioca’?” lui je risponde in calabrese. Nel secondo tempo, se sblocca come tutta la Lazio: se inventa un auto-tacco al volo e regala a Felipe la palla del quarto goal.

Luis Alberto 6,5: nella vita, due sono le cose certe: la morte e che Luis Alberto proverà a segna’ da calcio d’angolo almeno ‘na volta a partita.

Immobile 8: ci sono (attenzione spoiler) Ciro che stirano le zampe su Sky (fine spoiler) e ci sono Ciro che risorgono nel modo migliore, al momento giusto. Un assist, un goal e quel “ci tenevo a fare goal per la mia gente” che lo eleggono a nuovo idolo della tifoseria Laziale. Anche le nuove generazioni hanno il loro Beppe Signori. Chapeau! Anzi: Chireau!

Leiva 6,5: talmente affidabile e carismatico che se Brumotti fosse annato a San Basilio insieme a lui, ne sarebbe uscito indenne. E pure co’ ‘na pacca sulla spalla.

Lulic 8: entra in campo ed è subito 26 maggio. Devastante. Mette in testa ad Immobile il pallone per il raddoppio e poi realizza il terzo goal con un gioco di gambe che ricorda quello usato da Celentano quando cantava “Prisencolinensinainciusol”. All right.

Anderson 7,5: l’assist stratosferico (che lui rende normale) per Lulic, il goal del 4 a 0. La leggerezza con cui gioca a calcio andrebbe fatta studiare a danza.

Inzaghi 7: nel primo tempo la partita è arida e priva de emozioni come lo Scrooge de “Il Canto di Natale”. Nell’intervallo Inzaghi se traveste da “fantasma delle Lazio passate” e mostra ai suoi giocatori come se rompe er culo alle squadre de merda come er Crotone. I suoi ragazzi, commossi di fronte a quei ricordi indimenticabili, cambiano registro, annientando il Crotone e regalano ai tifosi un Natale indimenticabile.

Lo Stadio 10: fosse sempre così, l’arbitri farebbero meno gli stronzi. Per quanto fatto vedere, per il cuore che ci mette, per le palle che c’ha, per quanta Lazialità esprime, sta squadra meriterebbe sicuramente più presenze. Offerte promozionali a parte.

Special Guest per gli Amici romanisti che mi leggono di nascosto (birboncelli!)

Schick (pron. Scicche) 8: noi Laziali te capimo. In fondo, pure Caicedo a Torino s’è magnato un go’ solo soletto davanti ar portiere all’ultimo minuto. Peccato.

BUON NATALE LAZIO.

BUON NATALE LAZIALI.

ATALANTA-LAZIO: LE MIE PAGELLE

Strakosha 8: er Dottor House della Lazio. Tiene in vita la squadra con due interventi prodigiosi.

Bastos 4: al fallo de rigore me so’ vestito con un lenzuolo bianco, ho fatto du’ buchi alla fodera del cuscino, me la so’ infilata in testa. E me so’ iscritto alla sezione del Ku Klux Klan del Tennessee. Oggi me consegnano pure er cavallo bianco e la croce infuocata.

De Vrij 6,5: gioca’ co’ Bastos vicino è pericoloso come anda’ cor casco in motorino ai Quartieri Spagnoli.

Radu 6,5: quando nun c’arriva con il fisico, se la cava cor mestiere. Un po’ come Geppetto che co’ ‘na sega ha fatto un ragazzino.

Marusic 5,5: ieri viaggiava co’ quindici minuti de ritardo.

Leiva 6,5: Berisha con una parata plastica tipo “portiere de Subbuteo” je nega er go’ che avrebbe cambiato il match.

Parolo 6,5: indispensabile come er Tuttocittà pe’ un Pony Express negli anni ‘90.

Lulic 6: se fosse un album de De Andrè sarebbe “In direzione ostinata e contraria”. Che potrebbe essere anche il titolo della sua biografia.

Milinkovic-Savic 7,5: è talmente prepotente che la FIGC ha istituito il “Telefono Biancoazzurro”, un servizio d’assistenza per tutti i centrocampisti avversari vittima del bullismo del buon Sergej.

Luis Alberto 7,5: Odvaldo Soriano sosteneva che “Ci sono tre generi di calciatori. Quelli che vedono gli spazi liberi, gli stessi spazi che qualunque fesso può vedere dalla tribuna e li vedi e sei contento e ti senti soddisfatto quando la palla cade dove deve cadere. Poi ci sono quelli che all’improvviso ti fanno vedere uno spazio libero, uno spazio che tu stesso e forse gli altri avrebbero potuto vedere se avessero osservato attentamente. Quelli ti prendono di sorpresa. E poi ci sono quelli che creano un nuovo spazio dove non avrebbe dovuto esserci nessuno spazio. «Questi sono i profeti. I poeti del gioco».”. Luis Alberto appartiene, senza ombra di dubbio, alla terza categoria.

Caicedo 6,5: nun tira mai in porta. Ma tutto il resto lo fa bene. Un po’ come uno che se limita ar petting ma nun affonda il colpo.

Wallace 5: tra lui e er Papu ce stanno gli stessi centimetri de differenza che ce stanno tra Pippo Baudo e Pupo. In altezza e lunghezza. Ma tutto ciò nun je impedisce de fa’ ‘na cazzata che riapre vecchie ferite e a cui solo un prodigioso Strakosha mette ‘na pezza.

Anderson 6,5: bravino ‘sto ragazzetto riccio. Ma chi è?

Lukaku 6: entra in campo ma non in partita.

Inzaghi 10: “Mi farei espellere altre cento volte per questa maglia che amo da vent’anni”. Ecco. È tutto qui.

AVANTI LAZIO.

AVANTI LAZIALI.

SAMPDORIA-LAZIO: LE MIE PAGELLE

Strakosha 6,5: il pugno con cui stende Ferrari vale il prezzo del biglietto. Per un match de Floyd Mayweather.

Bastos 5: spaesato come Troisi e Benigni a Frittole nel 1400 (quasi 1500). In questo periodo, fa più danni della neve a Roma sotto la giunta Alemanno.

De Vrij 6: partita quasi perfetta se non fosse per l’errore sul goal di Zapata in condivisione con Bastos. Ricorda Carlo Verdone durante il test di ammissione ne “I due carabinieri”: “Tutto giusto tranne questo Alberto Manzoni!”

Radu 7: co’ Bastos e Lulic se comporta come quell’amico tuo che te veniva sempre a salva’ dalle situazioni de merda un attimo prima de pija’ le pizze.

Marusic 7,5: sulla fascia pare uno uscito da ‘na puntata de Holly e Benji. Potrebbe corre pe’ ore, pe’ più de du’ puntate. E lo troveresti sempre fresco, asciutto e pettinato.

Lulic 5,5: sulla partita ha lo stesso effetto de ‘na fake news: sembra che c’entri qualcosa e invece fa solo tanta confusione.

Leiva 6,5: secondo i principi della teoria del caos, ogni volta che Lucas Leiva recupera un pallone, da qualche parte nel mondo, Luciano Ligabue comincia a canta’ “Una vita da mediano”.

Milinkovic-Savic 8: bullizza il temuto centrocampo della Samp con una prestazione in cui c’è tutto: esuberanza tecnica, prestanza fisica e fijodenamignotticità (che è la caratteristica principale che trasforma un ottimo giocatore in un fuoriclasse). Realizza il goal del pareggio con un tocco di rapina e poi inventa il passaggio geniale che porta al raddoppio. Nel mezzo, una serie di giocate che andrebbero usate per aggiornare le finte del prossimo FIFA.

Parolo 7: imposta, recupera palloni e sfiora il goal. In pratica, è come er Bimby. Fa un po’ tutto e lo fa bene.

Luis Alberto 6: si sta come i parabrezza/ delle auto/ in inverno/ la mattina presto. Appannato.

Immobile 6: c’ha talmente abituati bene che se nun segna pe’ du’ settimane de seguito telefonamo subito a “Chi l’ha visto?”

Patric 6,5: se la grinta avesse valore, Gabarron sarebbe l’omo più ricco del mondo.

Lukaku 6: meno decisivo di altre volte ma utile alla causa come una Ceres durante un falò a Ferragosto.

Caicedo 8: quello che il Var toglie, il Dio del Calcio restituisce. L’uomo più criticato del calciomercato Laziale si trasforma nella Provvidenza Manzoniana e regala tre meritatissimi punti ad una Lazio che non molla mai.

Inzaghi 7: nonostante la Lazio sia inversamente proporzionale al VAR, la sua squadra interpreta una partita da grande sul campo più difficile della serie A. Va sotto, rimonta e poi in evidente superiorità agonistica piazza il colpo del K.O. grazie a Caicedo. Quando sullo zero a zero, Giampaolo prova a vincere la partita, lui se gira verso la panchina doriana e je fa: “Fa er bravo, sennò te scateno l’omo nero!” Detto. Fatto. Se narra che er poro Giampaolo stia ancora a piagne.

AVANTI LAZIO

AVANTI LAZIALI