SPAL-LAZIO: LE MIE PAGELLE

Strakosha 6: se nun fosse pe’ Wallace e Tagliavento passerebbe ‘na domenica tranquilla. Ner mezzo, il solito paratone che ormai è prassi come tu’ nonna che te regala la mezza piotta a Natale.

Wallace 6: sul 3 a 1 guarda i tifosi della Lazio nel settore ospiti e pensa: “Se so’ fatti tutti ‘sti chilometri e noi famo fini’ la partita così presto?” Detto fatto. Rinvio de merda. Go’ della Spal. E partita riaperta. Almeno fino alla tripletta de Ciro.

De Vrij 6,5: pe’ ‘n allenatore, avecce De Vrij in difesa è come quando scopri de avecce la matta a sette a mezzo. E fai “banco e carta” perché te senti er più forte der mondo.

Radu 6: se mette d’accordo co’ Tagliavento pe’ fasse ammoni’, squalifica’ e salta’ er Chievo perché er 21 c’ha er concerto de Cristina D’Avena e i Gem Boy a Trevignano e nun lo salterebbe pe’ niente ar mondo.

Basta 6: partita da ventennio. Qualche errore ma “ha fatto anche delle cose buone”. Come l’assist per Ciro, per esempio.

Lukaku 7: lui è er torrone al cioccolato che sotto le feste nun po’ manca’ mai. Er Tartufone. Er gelato al cioccolato de Pupo e Malgioglio. È ‘na spina nel fianco della difesa della Spal. “E meno male che è solo nel fianco” pensa Lazzari tutte le volte che viene puntato dal nostro amico Jordan.

Leiva 5: sempre più convinto che co’ Gonalons al posto suo, ‘sta squadra sarebbe prima in classifica. Vabbè, dai, stavo a scherza’. 7: pilastro insostituibile come quelli della Salerno-Reggio Calabria.

Parolo 6: meno lucido del solito. Non brilla perché un po’ brillo. Tutta colpa de quello spumantino portato da Manzini, riciclato da un regalo de Natale pe’ Luciano Spinosi nel lontano 2001.

Milinkovic-Savic 7: sull’assist per Immobile è come Muhammad Alì: “vola come una farfalla e punge come un ape”. Resiste alla carica dell’avversario e inventa uno spazio che Luis Alberto subito dopo je fa: “Ah stronzo, quell’assist li posso fa’ solo io!”

Luis Alberto 9: se sull’azione del goal, gli oscurate il viso, si potrebbe pensare che si tratti di Zinedine Zidane per l’altissimo tasso di classe, eleganza e leggerezza nel tocco di palla. L’assist per Immobile apre invece un capitolo cinematografico. Ne “Il mio amico Eric” di Ken Loach, quando Eric Bishop chiede al suo idolo Eric Cantona quale sia stato il suo gesto tecnico migliore in carriera proponendogli una serie di goal fantastici, Cantona lo guarda e gli risponde con quel sorriso così francese e così solo suo: “Non è stato un goal ma un passaggio…” A Denis Irwin contro gli Spurs. E quando Eric gli chiede cosa sarebbe successo se Irwin avesse sbagliato quel goal, The King risponde “Devi sempre avere fiducia nei tuoi compagni. Altrimenti tutto è perduto”. Ecco, l’assist di Luis Alberto a Immobile è identico nel gesto ma più veloce nei giri del pallone. E proietta il giocatore spagnolo nel gotha di quei giocatori che il calcio non lo vedono. Ma lo anticipano e lo indirizzano. Magari un giorno, rispondendo alla stessa domanda fattagli dal nipotino, un ormai anziano Luis risponderà: “Non è stato un goal ma un assist…al mio amico Ciro…che giocatore Ciro, uno di cui potevi fidarti perché si buttava sempre nello spazio e io amavo inventare spazi per lui…giocavamo a Ferrara…sai dov’è Ferrara, tesoro mio?” Fenomeno assoluto.

Immobile 10: pare che la sera prima in ritiro, Milinkovic j’abbia bussato alla porta insieme a Radu e Manzini e j’abbia chiesto: “Ciro, te va un pokerino?!” E lui, professionista come Toninho Cerezo a Capodanno, pare j’abbia risposto: “No, grazie, me lo tengo pe’ domani!” Segna quattro go’ uno diverso dall’alto, se porta a casa er pallone e si conferma il miglior centravanti in Italia.

Anderson, Lulic, Luiz Felipe 6: determinanti come i Re Magi sur Presepe er 6 gennaio sera.

Inzaghi 9: ha trasmesso a questa squadra quella tigna e quel veleno che ogni tifoso Laziale chiedeva. La sua Lazio è un perfetto mix di tecnica, bullismo, grazia, consapevolezza e cinismo. Ogni altro commento sarebbe superfluo. Questa Lazio va amata e va seguita. Nulla più. Chapeau.

Tagliavento 2: più antilaziale de Max Leggeri il 26 maggio, fa un all in de zozzerie che la metà basterebbero pe’ rovina’ er campionato a ‘na squadra. Ma ‘sta Lazio è più forte pure de lui. E lui, come tanti quest’anno, se la pija riccamente ‘nder culo.

AVANTI LAZIO.

AVANTI LAZIALI.

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