DINAMO KIEV-LAZIO: LE MIE PAGELLE

Strakosha ng: talmente inoperoso che a ‘n certo punto Lotito ha chiamato Tare imbufalito e j’ha detto: “Ah Igli, ma che cazzo se lo semo portati a fa’ Strakosha? Questi nun hanno mai preso lo specchio! A sapello lo lasciavamo a Formello e risparmiavamo du’ lire!”

De Vrij 7: la professionalità nun la compri al supermercato. Pur giocando da svincolato in casa e nonostante i followers persi su Instagram dopo l’annuncio del suo non rinnovo (i veri drammi della vita), gioca, segna, esulta e viene abbracciato come se fosse uno de quei giovinotti che er nove gennaio de centodiciotto anni fa stavano su ‘na panchina de Piazza della Libertà.

Luiz Felipe 7: acciacca subito un avversario pe’ mostraje che aria tira e poi sbrocca all’arbitro quando lo ammonisce urlandoje: “Ma nun j’ho fatto niente, è ancora vivo!”

Radu 7: “travolto da un insolito portiere nel verde campo di Kiev” (semicit)

Patric 6: quando se rompe un vetro der palazzo presidenziale de Putin a Mosca, i servizi segreti russi pensano subito a un attentato che possa scatena’ la terza guerra mondiale. E invece no. Era solo er pallone calciato da Patric a porta vota che s’è fatto 860 chilometri.

Lulic 6,5: generoso come tu’ nonna che lasciava cinquemila lire nel bussolotto delle offerte a messa la domenica.

Parolo 6,5: imprescindibile come l’ammazzacaffè dopo pranzo. Come la grattata sui cojoni dopo che er romanista de turno t’ha detto “tanto stasera vincete facile”.

Leiva 8: monumentale. Quando prende palla lui, la tv passa in automatico da Sky a Fox Sport, entra in modalità Premier League e Marianella inizia ad ave’ ‘na serie de orgasmi multipli come un tredicenne per la prima volta davanti alle tipe di Brazzers. Legge le azioni con la stessa efficacia de Bergoglio quando legge l’Angelus la domenica mattina e realizza il goal che spiana la strada alla Lazio verso la qualificazione. Un gigante vero.

Luis Alberto 7: come diceva Clint Eastwood in “Per un pugno di assist”: “quando il calcio d’angolo incontra l’uomo con i capelli tinti di biondo, il calcio d’angolo diventa una chiara occasione da goal”.

F. Anderson 7: quando parte palla ar piede pare Beep Beep inseguito dal coyote. Quando entra in area e deve decide che fa, invece, fa la figura der coyote che insegue Beep Beep.

Immobile 6: quando viene sostituito, er Dio del Goal je mette ‘na mano sulla spalla e je fa: “Ciru’, perdoname, ma dopo quello che t’ho fatto fa’ domenica, oggi me so’ preso un giorno de ferie. Se rivedemo domenica…”

Lukaku 6: esistono tre fratelli Lukaku. Uno gioca a Manchester. E due nella Lazio. Uno gioca dal primo minuto e sbaja sempre partita e l’altro che entra a partita in corso e fa sempre “Ciaone” al suo diretto avversario.

Marusic 6: entra al posto de Patric e quantomeno non spedisce palloni sulla Luna.

Caicedo sv: entra solo pe’ chiedese “ma quindi esiste davvero Kiev? Ma nun era un quartiere de Verona?”

Inzaghi 8: quando cade mentre esulta sul secondo goal è l’unica volta in questa stagione in cui un Laziale cade e non ci sono gli estremi per il calcio di rigore. Ad una Lazio perfetta, lui ci aggiunge quella spruzzata di Lazialità che porta il fomento a livelli Top (o Daje, se sete de Roma Sud).

Farris 10: qualsiasi persona al mondo, de fronte al volo de Inzaghi, sarebbe scoppiato a ride. Lui invece aspetta che er Mister finisca la piroetta, se rialzi e lo attende a braccia aperte pe’ continua’ a esulta’ co’ lui. Chapeau.

AVANTI LAZIO

AVANTI LAZIALI

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