LAZIO-ROMA: LE MIE PAGELLE

Strakosha 8: come ho già scritto un’altra volta, in ogni partita epica c’è sempre quello che resta in campo pur infortunato. Oggi tocca a lui. Perfetto per tutto il match, finisce col braccio al collo in un perfetto mix tra il Pelé di “Fuga per la vittoria” e il Carlo Cudicini di un Lazio-Cagliari di tanti anni fa.

Bastos 8: El Sharaawy se lo vede spunta’ ovunque manco fosse er nero de Whatsapp.

Poi, vista la pericolosità del Faraone metrosexual, Quissanga decide de creasse qualche grattacapo da solo con un par de lisci dei sua. A cui pone prontamente rimedio.

Acerbi 8: se magna Dzeko e quello che resta dell’attaccante bosniaco se lo fa mette in una doggy bag e se lo finisce de magna’ oggi a pranzo.

Radu 8: bullizza er tanto temuto Zaniolo con lo stesso cinico piacere con un cui quelli der quinto te facevano er primino nel bagno alle superiori. Quando Kolarov viene espulso, lui je sorride cor ghigno de Mario Brega quando dice a Verdone: “Ah Sergio, pensa che è mi’ fija…”

Marusic 8: se lui è ancora un giocatore in cantiere, Kolarov è l’anziano che se lo guarda.

Luis Alberto 8: gioca praticamente da fermo ma riesce sempre a offrire la soluzione giusta. Manco fosse er blog de Aranzulla.

Parolo 8: entra e dà sostanza ar centrocampo come er calzino riempito d’ovatta messo nei jeans prima d’anna’ in discoteca nell’anni ‘80.

Leiva 8: se fosse nato settant’anni fa, J. R. R. Tolkien j’avrebbe dedicato “Il Signore del Centrocampo”: un’opera maestosa in cui questo brasiliano dallo sguardo ariano anticipa ogni avversario provi a passare dalle sue parti. De Rossi, Pellegrini e Cristante, al suo cospetto, sembrano elfi che se so’ persi in mezzo ar bosco.

Milinkovic-Savic 8: se sdoppia. Milinkovic fa a spallate co’ Pellegrini, Savic co’ Cristante. E nessuno dei due lo prende mai. Finisce da boa offensiva e offre a Cataldi la palla del 3-0.

Lulic 8: Fiorenzi pare Rovazzi e lui lo asfalta senza pietà. Insieme a Radu organizza er trappolone emotivo in cui i giocatori della Roma ce cascano co’ tutte le zampe. Dando er la ad una delle più grosse rosicate de sempre. Capitano, mio Capitano.

Correa 8: immarcabile. Manda in porta Caicedo con una palla al bacio e poi si prende il rigore che chiude di fatto la partita. Fazio se lo sognerà la notte. E io, se fossi il Tucu, un po’ mi preoccuperei.

Cataldi 8: segna il goal del trionfo al termine di un’azione magistrale. Era già entrato bene a Siviglia, nel Derby conferma quello che già pensavamo da un po’: è un altro Danilo. E va bene così. Senza parole.

Caicedo 8: “spero di venire ricordato per questo goal e non per l’errore di Crotone”. In una serata magica, er buon Felipe dà una lezione di stile ed eleganza a tutti quelli che lo hanno deriso e insultato in questi mesi. Non sarà un cecchino ma è uno che a pallone ce sa gioca’. E mette in porta, sfruttando un cioccolatino di Correa, l’ennesimo goal decisivo della stagione.

Immobile 8: l’arma segreta de Inzaghi. Non è al massimo ma Inzaghi lo mette al momento giusto. Come quando azzecchi la cottura dell’uovo mentre prepari la carbonara. Manda in porta Correa in occasione del rigore e lo realizza con quella rabbia e quella voglia che noi tifosi gli riconosciamo. E amiamo.

Inzaghi 8: è tornato “l’inculatore dei colleghi”. Quello che leggeva le partite in modo perfetto e se portava a casa lo scalpo altrui. Schiera una Lazio a sorpresa lasciando in panchina Parolo e manda Di Francesco in analisi. Per clima, intensità e cinismo, la sua più bella Lazio di sempre.

De Rossi 8: imbolsito, la barba lunga, le occhiaie. Er poro Daniele pare una delle comparse der Trono de Spade. Uno de quelli che è rimasto sul set tutto truccato in attesa comincino le riprese della nuova stagione.

Kolarov 8: rosica come Ultimo ogni volta che sente la parola “Mahmood”. Esce dal campo sconfitto tra i fischi di tutto l’Olimpico Laziale. E quello è il nostro quarto goal.

Totti 8: la faccia da stupidone al terzo goal vale il prezzo dell’abbonamento a DAZN. Grazie per tutte le chicche che continui a regalacce, France’.

AVANTI LAZIO.

LAZIO-EMPOLI: LE MIE PAGELLE

Strakosha 6: testimonial della prossima campagna pubblicitaria di Amazon: “Sapete perché non esco mai? Perché compro tutto online’.

Acerbi 7, Radu 6,5, Bastos 6: nella difesa a tre, loro so’ come “Il Volo”. C’è er bravo ragazzo (Acerbi-Piero) che parla sempre della famiglia, er fijo de ‘na mignotta (Radu-Gianluca) che ammicca sempre alle fan e poi c’è er tontolone (Bastos-Ignazio), quello che vole scopa’. Ma vede scopa’ l’altri.

Romulo 6,5: e io che invece pensavo fosse solo ‘na trovata pubblicitaria de Tare pe’ l’uscita de “Il primo Re”. Invece esiste e fa quello che dovrebbe fare un esterno destro. Corre. Crossa. E fa pure qualche diagonale. Benvenuto.

Lulic 6,5: quando le partite se mettono alla cazzo de cane, lui se esalta sempre. Perché è nel caos, che Senad Lulic trova la via della Luce.

Leiva 6: Leiva. Ma non Leivissimo.

Berisha 6: parte palla ar piede, sterza, se gira e se rigira su se stesso e poi la passa dietro. Un po’ come quello che nelle risse parte subito pe’ mena’ tutti ma poi rallenta sperando che qualcuno lo fermi perché in realtà se sta’ a caca’ sotto.

Badelj 6: entra in campo co’ l’entusiasmo e la forma fisica della Berté alla quarantacinquesima partecipazione al Festival de Sanremo.

Milinkovic-Savic 6: sarà che da lui te aspetti sempre qualcosa de più. Che pure quando fa la partita normale, pensi che abbia giocato de merda. Un po’ come Patty Pravo: ami come canta, ma nun poi nun pensa’ a che cazzo de capelli s’è fatta.

Cataldi 6: nervoso come Toto Cutugno quando ha smesso de arriva’ secondo.

Correa 6: moscio e senza brillantezza. Un po’ come Baglioni quest’anno.

Caicedo 7,5: “no, non è un bomber. È Caicedo!” canterebbe Achille Lauro. Ma in due partite complicate, ha portato sei punti alla causa. Mettetece ‘na pezza. Quando Correa ha provato a portaje via il pallone del rigore, lui se l’è guardato. J’ha sorriso tipo Mario Brega a Verdone quando je dice “Ah Sergio, pensa che è mi’ fija!”. E j’ha detto a bassa voce: “tiralo pure te, poi però se vedemo sotto la doccia…”

Pedro Neto 7: entra e fa quello che chiediamo ai nostri giocatori da 119 anni quando la squadra vince ma è in difficoltà: va fino alla bandierina del calcio d’angolo per perdere tempo e cercare di guadagnare uncalcio d’angolo. Basta questo per amarlo già.

Inzaghi 6,5: la sua Lazio è costretta a giocare la terza partita in soli sette giorni e ottiene il massimo nonostante sia rimaneggiata tipo la Vanoni dopo er trentatreesimo lifting. Abbiamo sempre chiesto a questa squadra, meno goal ma più capacità di soffrire. Ed eccola qua: la squadra che sa vincere anche uno a zero.

AVANTI LAZIO

FROSINONE-LAZIO: LE MIE PAGELLE

Strakosha 7: passa er primo tempo a cerca’ su Internet un posto dove compra’ la mozzarella de bufala nelle vicinanze dello stadio. Nel secondo, salva er risultato co’ la prontezza de riflessi co’ cui Jerry Calà se spoja davanti a Sabrina Salerno in “Fratelli d’Italia”.

Bastos 6: lui e Wallace quando giocano so’ capaci de fasse rimpiange a vicenda. Verrà premiato come “primo Laziale a cui il VAR ha annullato a suo favore una decisione arbitrale”. Che de ‘sti tempi, è tanta roba.

Acerbi 8: monumentale. Se Salvini venisse a fa’ un comizio a Formello, se metterebbe la maja sua.

Radu 6,5: sta ancora a insulta’ Abisso.

Marusic 6: i polmoni ce stanno. Se se ricordasse de porta’ in campo pure i piedi, però, nun farebbe un soldo de danno.

Durmisi 6: tocca spiegaje che il calcio non è il rugby e che la palla se po’ passa’ pure in avanti.

Parolo 6,5: indispensabile come er guanciale nella carbonara.

Badelj 6: c’ha lo stesso ritmo partita de un anziano davanti a un cantiere.

Leiva 6,5: entra e rende più solido er centrocampo laziale. ‘Na specie de Viagra calcistico, in pratica.

Luis Alberto 6,5: “eh, se vede che sta bene fisicamente!” dico al mio vicino de posto nella Tribuna Est dello Stirpe. Passano due minuti, se tocca l’inguine e chiede er cambio. Io, i cazzi mia, mai eh?!

Lulic 6: quando se mette trequartista alle spalle de Immobile, m’è tornato in mente er poro Roberto Bacci che Zoff lo faceva gioca’ sempre e ovunque.

Immobile 6,5: stanco e poco lucido come er tifoso laziale dopo la due giorni de pippe pe’ la Coppa Italia.

Caicedo 7,5: “se segnava contro er Crotone” is the new “Sì, ma allora il PD?”. Ma lui se ne frega come la neve di Ligabue e tira uno scaldabagno sotto l’incrocio dei pali che regala tre punti fondamentali alla Lazio nella corsa Champions.

Berisha 6: più spaesato de Pollicino quando je se magnano le molliche de pane sulla strada der ritorno.

Inzaghi 6,5: non era facile tenere alta la concentrazione della squadra dopo il successo con l’Inter. Lui ci riesce anche se i cambi stavolta sembravano fatti cor sacchetto dei numeri della Tombola.

AVANTI LAZIO

INTER-LAZIO: LE MIE PAGELLE

Strakosha 9: si, ok, l’ultima volta che è uscito dai pali c’aveva sedici anni. Sì, ok, quando respinge er pallone, se dimentica che nun deve passallo agli avversari. Sì, tutto vero. Però è vero pure che se in Serie A ce fosse la lotteria dei rigori, sto ragazzo qui potrebbe facce vince lo Scudetto.

Wallace 6,5: er momento in cui corre appresso a Miranda, lo placca, prende ‘na tacchettata in testa, viene ammonito ed esce pe’ infortunio entra de diritto nella top five de “gli infortuni più stronzi della storia del Calcio”. “Tu prendi Miranda” j’aveva detto Inzaghi prima del match, riferendosi alle marcature sui calci d’angolo. Er poro Fortuna se dimentica er contesto e segue le indicazioni der Mister alla lettera. Troppo alla lettera.

Bastos 6,5: in una partita così epica, nun po’ mai manca’ quello che gioca tutto l’incontro co’ la testa fasciata.

Acerbi 8: torna in campo dopo che quel piccolo uomo di Rocchi gli ha negato la possibilità di inseguire un record meritato per professionalità, tenacia e attaccamento alla Vita. Annulla Icardi con una facilità disarmante e calcia un rigore che se non ci fosse stata la rete, avrebbero ritrovato il pallone in provincia di Varese. In un calcio fatto di mille de Vrij, noi ci teniamo tutta la vita Francesco Acerbi. Uomo vero.

Radu 7: er momento in cui se fa caccia’ quando Abisso fischia er rigore. Ecco. Quello è er momento in cui Stefan Raduieri sera, ha smesso de esse calciatore. E s’è messo nei panni de ognuno de noi. Davanti alla tv. Cor telecomando usato come mazza da baseball manco fossimo Jack Nicholson impazzito ndll’Overlook Hotel. Senza più parole. Solo co’ tante parolacce. Stefan Radu, Laziale fracico.

Marusic 6,5: l’arrivo de Romulo lo rianima tipo er fulmine co’ Frankestein Junior.

Lulic 6,5: se corresse la metà ma sbajasse meno cross, forse sarebbe mejo. Ma forse, non sarebbe più Senad Lulic. E noi se lo tenemo stretto così. Il nostro Re di Coppe.

Durmisi 6: quando se presenta sur dischetto de rigore, c’ha ‘na faccia talmente spaurita che pare Nino de “La leva calcistica della classe ‘68”.

Milinkovic-Savic 6: che poi vabbè, è ita come è ita e va bene cosi. Ma santoddio, Serge’, ‘na spallata così dentro l’aria de rigore quando ormai la partita è finita e tu devi solo lascia’ scorre er pallone nemmeno quando pogavamo da ragazzini ascoltando musica de merda.

Leiva 9: l’anno scorso un suo errore dal dischetto aveva contribuito alla sconfitta in semifinale contro il Milan. Quest’anno, tocca a lui calciare il rigore decisivo e, con la stessa freddezza e lucidità con cui ha dominato il centrocampo per 120 minuti, manda la Lazio e i Laziali in Paradiso. A giocarsi meritatamente la rivincita dello scorso anno. “Il calcio toglie, il calcio dà”. Regola che vale per tutti. Tranne che per i romanisti.

Luis Alberto 6,5: spesso nel vivo del gioco, quando ha l’occasione giusta sui piedi, sceglie sempre la soluzione sbagliata. Un po’ come quei clienti che me chiedono dove sta Zara. Io je dico: “esce dal negozio e va a sinistra”. Te ringraziano. Escono dar negozio. E vanno a destra.

Parolo 6,5: l’amico tuo, quello bravo, che quando er sabato sera nun esce, ne senti la mancanza. Quello che te viene a saluta’ quando parti militare. Quello che inviti ar matrimonio. Quello che je fai fa da padrino a tu’ fijo. Quello che vorresti ce fosse sempre.

Correa 6: tanta classe ma dura meno de ‘na storia de Instagram della Ferragni.

Caicedo 6: le due imprese più belle e mozzafiato della Lazio negli ultimi due anni (ieri e a Torino lo scorso anno) passano attraverso due suoi errori macroscopici davanti al portiere avversario. Perché Felipe Caicedo c’è stato inviato dal Destino pe’ ricordacce ogni volta che alla Lazio, le cose facili, nun je piacciono. E noi, pe’ l’ennesima volta, ne prendemo atto.

Immobile 8: dopo il brutto errore con la Juve, cerca er go’ co’ la stessa ostinata costanza co’ cui Patrick Dempsey corteggia Ellen Pompeo in “Grey’s Anatomy”. Lo trova, al termine di uno scambio co’ Caicedo de quelli che fai a Fifa quando spingi i tasti a caso, dopo una partita in cui ha messo tutto e pure qualcosa di più.

Inzaghi 8: basterebbe il video della sua esultanza in Tribuna dopo er rigore de Leiva pe’ rinnovaje er contratto pe’ altri dieci anni. Chi nun vole bene a Simone Inzaghi, se merita anni e anni de Ballardini.

Abisso 2: Asamoah espulso giustamente per un’entrata assassina e poi ammonito grazie al Var. Asamoah, da cui parte il lancio che porta al fallo da rigore di Milinkovic. Ecco come si rovinano e si indirizzano le partite. Uno scempio che solo le parate di Strakosha e il rigore di Leiva spingeranno nell’anonimato.

Telecronisti Rai 3: ne ignoro i nomi ma potrebbero essere tranquillamente Trevisani e Adani sotto mentite spoglie. J’è mancato solo “la riprende Icardi!” e potevamo sta tranquillamente su Inter Channel.

Spalletti 8: l’hai fatti impazzi’ mandando in pensione er Pupone e solo pe’ questo i Laziali te dovrebbero vole’ un po’ de bene. Se poi se mettemo a parla’ delle rosicate quando giochi contro de noi, allora lì, te dovremmo dedica’ un capitolo a parte, da inseri’ nei nostri 119 anni de Storia. Ciao Lucia’, bella pe’ te!

De Vrij 2: se potrebbero scrive tante cose, quello che me chiedo, però, è chissà che hai provato ieri sera. Spaparanzato nella tua milionaria comfort-zone fatta di infortuni e turn-over.

Naingollan 8: famo a fidasse? Fidamose. Un uomo. Un meme.

Monchi 8: dopo avecce regalato Immobile tre anni fa e ave’ costruito ‘na squadra capace de prendene sette dalla Fiorentina, se inventa la cessione der Ninja all’Inter pe’ mannacce dritti dritti in semifinale. Ramon Rodriguez Verdejo detto “Monchi”, più Laziale de tanti de noi.

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BOLOGNA-LAZIO: LE MIE PAGELLE

STRAKOSHA 6: impegnato come San Giuseppe nella fecondazione de Gesù Bambino.

LUIZ FELIPE 8: sblocca il match nel primo tempo e, allo scadere, nello stesso modo, regala a Lulic il pallone del raddoppio. Quest’anno tocca a lui, MelchiorRamos, portare l’oro nel presepe Laziale.

ACERBI 7: nel presepe d’Inzaghi, è BaldAcerbi. Sempre puntuale come tu’ zia che, durante la cena della vigilia, nel silenzio improvviso e generale, te chiede: “E invece, tu? Quando te sposi?”.

RADU 7: solido come er torrone al cioccolato fondente messo in frigo. Dalle sue parti, nun se passa. GasparRadu o Santo Stefan, fate voi.

MARUSIC 6,5: una spinta costante ma confusa sulla fascia destra pe’ tutta la partita. Mezzo voto in più per la chiusura da ultimo uomo sul contropiede del Bologna tempestiva come er bicchierino de Centerbe dopo er pranzo de Natale.

LEIVA 7: fa quelle cose facili che, senza de lui, apparivano così difficili. La Stella Cometa del centrocampo Laziale. Bentornato Lucas. Ce sei mancato.

MILINKOVIC-SAVIC 6,5: atteso come er bambinello a mezzanotte. Timbra er cartellino con una prestazione più de sostanza che de qualità. Pe’ i miracoli, ci sarà tempo.

LUKAKU 6: pare che dalle parti de Formello le ragazze lo abbiano ribattezzato “torrone al cioccolato”. Va a capi’ perché.

LULIC 7,5: se se giocasse sempre de 26, c’avrebbe ‘na media go’ più alta de quella de CR7. 300 partite in maglia biancoceleste festeggiate nel migliore dei modi. Ner presepe biancoceleste, ce stanno i Re Magi e poi ce sta lui: er Re (26) Maggio.

CORREA 6,5: cerca sempre er numero a effetto come tu’ zio quando mescola er sacchetto della tombola.

PAROLO 6: nel finale, fa il suo. Anche se, entra’ in campo a venti minuti dalla fine, è come presentasse a pranzo dai parenti er 26 e magnasse solo i fritti.

LUIS ALBERTO 7: dai suoi piedi partono tutte le azioni offensive della Lazio. Sempre nel vivo del gioco come tu’ nonna quando fa ambo, terno, quaterna e cinquina co’ cinque numeri consecutivi. Sembra tornato quello dello scorso anno. Il quarto Re Magio della Banda Inzaghi.

CAICEDO 6: dinamico come er bue e efficace come l’asinello.

IMMOBILE 6,5: entra in partita con la stessa foga co’ cui un ragazzino, dopo mezzanotte, s’avventa sui regali sotto l’albero.

INZAGHI 8: insiste con il modulo fantasia e ha ragione lui. Vince il Derby con il fratello e mantiene la Lazio al quarto posto. Unica pecca della giornata, dal Presepe Laziale perfettamente messo in campo, lui tiene fuori la madonna. Anzi LE madonne. Quelle che ce tirano fori ogni domenica Wallace e Bastos.

SPECIAL GUEST

GIACOMELLI sv: che poi io lo so che nun deve esse facile. Quando fai l’arbitro. E sotto Natale te mannano ad arbitra’ la squadra del tuo cuore. Che fai? Te presenti a mani vote? C’è da capillo, er povero Jack. Uno che stava su Facebook pure se pe’ regolamento nun ce poteva sta’. E ancora sta lì. Perfetto specchio di un’Italia servile, incapace e traffichina.

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LAZIO-OLYMPIQUE MARSIGLIA: LE MIE PAGELLE

Strakosha 7: sulle uscite mette più paura de ‘na puntata de “Hill House”. Decisivo all’inizio e nel finale come Alfonso Signorini nella love story tra Corona e Asia Argento.

Wallace 6: ogni volta che prova un disimpegno, un santo del calendario perde la sua innocenza.

Bastos 6: se fosse entrato ar posto de Luiz Felipe, ad Acerbi, lasciato solo co’ Wallace e er poro Quissanga, l’avrebbero ricoverato ar CIM.

Acerbi 7: per la rubrica “Acerbi come Chuck Norris”: non è Francesco Acerbi che le prende tutte di testa, ma sono le palle alte che cercano tutte Francesco Acerbi.

Luiz Felipe 6,5: quando esce palla al piede è, per citare il grande Boskov quando parlava di Gullit, “come cervo che esce da foresta”.

Marusic 6: ce prova ma a volte pare nun ce creda nemmeno lui. Come la Commissione Europea quando chiede al Vaticano de paga’ l’ICI.

Durmisi 6: ogni volta che va per terra, sembra se sia rotto qualcosa. Pare l’amico tuo, quello piccoletto, che, nelle risse, pijava sempre le pizze.

Berisha 6: spaesato a centrocampo come Salvini, in cucina, da quando l’ha mollato la Isoardi.

Milinkovic-Savic 6: nervoso come Mentana quando sta troppo tempo senza maratona elettorale.

Cataldi 6,5: non è Leiva. Ma nemmeno Stefano Accorsi è Rocco Siffredi. So’ semplicemente du’ attori diversi.

Parolo 6,5: ha er merito de sblocca’ er risultato ma pure er demerito de regala’ la palla der go’ der 2-1. In pratica, se se faceva i cazzi sua la partita finiva 1-0.

Correa 7,5: elegante, tecnico e, soprattutto, decisivo come Aristoteles nell’ultima partita con la Longobarda.

Luis Alberto 6: in leggera ripresa. Come lo spread quando la Merkel fa finta de volecce bene.

Immobile 7,5: non segna ma fa due assist. Per la serie: er mondo va ar contrario. Un po’ come se Diabolik arrestasse l’ispettore Ginko pe’ furto.

Inzaghi 7: affronta il Marsiglia all’Olimpico e scatta subito il momento Aldogiovanniegiacomo: “Non ce la faccio…troppi ricordi!”. Stravince la sfida a distanza con Garcia ed elimina con due giornate d’anticipo l’avversaria più difficile del girone. Fa un turnover ragionato e tiene alta l’attenzione di tutti. Bene così.

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LAZIO-SPAL: LE MIE PAGELLE

Strakosha 6: su Antenucci è reattivo come la Blasi quando fa la morale a Corona. Poi la Spal diventa pericolosa come la Roma a Manchester l’anno der 7 a 1 e lui prende solo tanta acqua.

Wallace 6,5: pure quando gioca bene come oggi, te dà sempre l’idea de esse quello che, quando da piccolo facevi le squadre a “bim bum bam le giù”, scejevi pe’ ultimo e lo mettevi in porta.

Acerbi 6: sur go’ della Spal appare spaesato e fuori luogo come Toninelli quando parla der tunnel der Brennero. Poi se riprende al punto de guida’ un contropiede con la stessa pesante leggiadria de Berardino Capocchiano in un Lazio-Sampdoria de tanti, ma tanti, anni fa.

Radu 6,5: che er Dio del Calcio ce lo conservi così fino al 2021.

Patric 7: sulla fascia destra, è arrembante come quando sei invitato a un matrimonio e te danno er via libera ar buffet.

Milinkovic-Savic 6: ATTENZIONE! ANNUNCIO IMPORTANTE: a inizio giugno è uscito dalla sua casa all’Olgiata per recarsi ai Mondiali in Russia e non ha più fatto ritorno a casa. È alto 1,92 cm, indossa la maglia 21 e sa abbinare, in modo unico, tecnica e potenza. Se doveste avere notizie che possono aiutare a ritrovarlo, telefonare a Claudio e Igli, ore pasti.

Berisha 6: entra quando la partita c’ha meno spunti della trentaduesima serie de “Beatiful”.

Cataldi 7: manda’ in giro i giovani in prestito, serve. Prendono pizze dalla vita e se tolgono de dosso un po’ de quella presunzione de chi se la sente calla, pur non avendo dimostrato niente. Danilo Cataldi è tornato a casa dopo un anno e mezzo e appare un giocatore diverso. Il tempo ci darà conferma. Nel mentre, oggi, gli battiamo le mani. Perché i Laziali sanno quando è il momento giusto per farlo.

Parolo 7: cerca er go’ e lo trova con la stessa tignosa ostinazione de quello che vole scopa’ e se fa sette profili su Badoo.

Lulic 6,5: sur go’ della Spal, Lazzari je se ne va come er vespino a Fantozzi quando je fregano la pensione sur pianerottolo de casa. Mezzo voto in più per la giacca data al bambino che era con lui durante l’ingresso in campo.

Lukaku 6: quando entra in campo Dickmann, sentendosi chiamato in causa, j’esce fori er rimastino anni ‘90 che è in lui e comincia a canta’: “Don’t want no short dick man”.

Caicedo 6,5: il partner ideale di Immobile. Nell’azione del raddoppio, fa talmente tanto a sportellate che, al momento della sostituzione, più che tra gli applausi dei propri tifosi, esce firmando i CID dei difensori avversari.

Correa 6,5: c’ha un gioco de gambe che ogni volta che fa ‘na finta, mezza Tribuna Tevere va pe’ terra.

Immobile 8: una sentenza. Sur primo go’, un capolavoro di coordinazione, se appizza sur secondo palo e fa er vago come quello che te passa davanti ar bar mentre tu stai da tre ore co’ lo scontrino in mano e cerchi de fatte nota’ dar barista che nun te vede manco fossi er Var contro la Lazio, l’anno scorso. Ner secondo, lo scambio co’ Caicedo è perfetto come un duetto tra Wess e Dori Ghezzi.

Inzaghi 7: la Spal era un avversario ostico. L’anno scorso aveva strappato un pareggio a reti inviolate e quest’anno, proprio all’Olimpico, aveva fatto bottino pieno contro la quarta squadra più forte d’Europa (nonché Campione d’Europa morale). Ma Simone la vince facendo quello che gli riesce meglio: le cose semplici. Mentre il suo dirimpettaio, Semplici, non riesce a fare le cose Inzaghi.

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