LAZIO: IL PAGELLONE DEL 2017

Strakosha 8: come quando rivedi er fijo de ‘n amico tuo dopo ‘n anno e je fai: “Ammazza quanto sei cresciuto!” Dall’esordio a San Siro al rigore parato a Dybala, un anno in cui Thomas ha fatto più passi da gigante che Gulliver in quel di Lilliput.
Vargic 6: è quello che te porti a gioca’ a calcetto in porta quando te manca uno. Quello che gioca coi pantaloni della tuta e le Air Max. Quello che “sì, ma rimediateme un par de guanti”. Quello che te fa perde la partita all’ultimo minuto perché la palla je passa in mezzo alle gambe. Quello che nonostante tutto, je voi bene perché te racconta le barzellette mentre te stai a fa’ la doccia dopo la partita.
Wallace 6,5: più de tre mesi in infermeria. E meno male che se chiama Fortuna.
Luiz Felipe 6,5: colui che era famoso pe’ esse er Mauro Repetto de Mauricio nei selfie è diventato ‘na valida alternativa al pacchetto difensivo della Banda Inzaghi.
De Vrij 7,5: possiede er senso della posizione de tu’ madre quando te doveva mena’ cor mattarello e la seraficità de tu’ nonna quando co’ ‘na cartella sola faceva ambo, terno, quaterna, cinquina e tombola. Mezzo voto in meno per il rinnovo che nun arriva.
Radu 8: “L’eterna giovinezza dona a Radu, oh Simone. Risplenda in esso, la Lazialità perpetua. Che giochi in pace. Amen.”
Bastos 6,5: alterna prestazioni eccellenti e goal decisivi a errori che manco er peggior Oscar Lopez. ‘Na via de mezzo, no?
Basta 6: gli anni passano, gli acciacchi aumentano ma il soldato Dusan offre sempre la sua solita prestazione di razza. Ariana.
Marusic 7: er solito acquisto de Iglone. Nun je dai ‘na lira e poi te lo ritrovi titolare pe’ i prossimi dieci anni.
Parolo 7: er fidanzato che tutte le mamma Laziali vorrebbero per le loro figlie.
Murgia 7: er go’ decisivo in Supercoppa vale come er lasciapassare pe’ Fracchia in “Fracchia la belva umana”.
Leiva 8:  se le squadre le facessero i tifosi, la maggior parte di esse retrocerebbe più veloce del Benevento. “Nun è er sostituto de Biglia”, “è finito!”, “se era bono, er Liverpool lo dava a noi?!” Meno male che nun ce capite un cazzo. Lucas Leiva non è solo un giocatore eccellente. Lucas Leiva è la dose di carisma e personalità che mancava a questa squadra.
Milinkovic-Savic 8: forse il giocatore che incarna più di tutti quello che è la Lazio di Simone Inzaghi. Una crescita mostruosa per un giocatore che pare troppo più forte degli altri per essere vero. Tecnica, fisicità e quella spavalderia che lo mettono già nell’anticamera del fuoriclasse. Nei Derby di Coppa Italia raggiunge il suo picco. Ma pare ce sia qualcuno, a Roma, che dice sia più forte Pellegrini. Pellegrini. Pellegrini. Pellegrini. Pellegrini. Ahahahahahahahahahahahahahahahahaha.
Lulic 8: l’unico giocatore che se va dallo psicologo, manda in analisi lo psicologo stesso. Colui che gioca a sinistra ma te lo ritrovi a crossa’ a destra. Colui che se coordina al contrario. Che se fosse un omino der calcio-balilla c’avrebbe ‘na stecca solo pe’ lui pe’ pote’ fa’ come cazzo je pare. L’uomo del 26 maggio e del 26 dicembre. Il Capitano. Una leggenda vivente del calcio romano.
Lukaku 7: dell’anno di Jordan ricorderemo lo stupro su De Sciglio all’ultimo secondo in Supercoppa e le grida di dolore di Lombardi a Benevento: “Se nun me venite a dà ‘na mano, io questo nun lo reggo!” Fisicamente di un altro pianeta, Jordan Lukaku se fosse un porno, sarebbe il protagonista del remake hard di un classico di Aldo, Giovanni e Giacomo: “Un uomo e tre gambe”.
Luis Alberto 7,5: inversamente proporzionale al Fabbris de “Compagni di scuola”. Lui è come quella compagna de classe tua che in seconda media nun se poteva vede, piatta e coi brufoli, e che all’inizio della terza media te la ritrovi pezzo de fica, co’ la pelle de seta e ‘na terza de seno. E più la guardi, più te innamori.
F. Anderson 6,5: l’amico ritrovato.
Bruno Jordao e Pedro Neto ng: loro so’ come i ragazzini de “Stranger Things”. Imprigionati nel sottosopra de Formello in attesa che Manzini li liberi.
Nani ng: pensa se avesse giocato pure lui ‘ndo cazzo stavamo.
Caicedo 6,5: accolto con il solito scetticismo dagli stessi che dicevano che co’ Leiva ce facevamo la birra, se dimostra più utile lui de tanti tifosi da tastiera.
Immobile 8,5: Monchi de qua. Monchi de là. Ma il vero colpo di mercato per il calcio romano, Monchi lo ha fatto quando stava ancora a Siviglia. Regalandoci praticamente quello che è per le generazioni moderne, il Beppe Signori dei ragazzini che fummo. Il bomber sgobbone che nun molla mai. Come la Lazio. Come i Laziali.
Inzaghi 8: quando  Lotito, un anno e mezzo fa, je fece fa’ marcia indietro mentre stava a paga’ er casello a Salerno, nessuno sarebbe stato in grado de immagina’ quello che sarebbe successo. Nessuno, tranne lui: Simone Inzaghi. Non più “Inzaghino”. La sua Lazio è un perfetto mix di tecnica, grinta e Lazialità. Se a gennaio je comprassero pure un mezzo chilo de cinismo, le cose sarebbero ancora più interessanti.

BUON ANNO LAZIO.
BUON ANNO LAZIALI.

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