INTER-LAZIO: LE MIE PAGELLE

Strakosha 9: si, ok, l’ultima volta che è uscito dai pali c’aveva sedici anni. Sì, ok, quando respinge er pallone, se dimentica che nun deve passallo agli avversari. Sì, tutto vero. Però è vero pure che se in Serie A ce fosse la lotteria dei rigori, sto ragazzo qui potrebbe facce vince lo Scudetto.

Wallace 6,5: er momento in cui corre appresso a Miranda, lo placca, prende ‘na tacchettata in testa, viene ammonito ed esce pe’ infortunio entra de diritto nella top five de “gli infortuni più stronzi della storia del Calcio”. “Tu prendi Miranda” j’aveva detto Inzaghi prima del match, riferendosi alle marcature sui calci d’angolo. Er poro Fortuna se dimentica er contesto e segue le indicazioni der Mister alla lettera. Troppo alla lettera.

Bastos 6,5: in una partita così epica, nun po’ mai manca’ quello che gioca tutto l’incontro co’ la testa fasciata.

Acerbi 8: torna in campo dopo che quel piccolo uomo di Rocchi gli ha negato la possibilità di inseguire un record meritato per professionalità, tenacia e attaccamento alla Vita. Annulla Icardi con una facilità disarmante e calcia un rigore che se non ci fosse stata la rete, avrebbero ritrovato il pallone in provincia di Varese. In un calcio fatto di mille de Vrij, noi ci teniamo tutta la vita Francesco Acerbi. Uomo vero.

Radu 7: er momento in cui se fa caccia’ quando Abisso fischia er rigore. Ecco. Quello è er momento in cui Stefan Raduieri sera, ha smesso de esse calciatore. E s’è messo nei panni de ognuno de noi. Davanti alla tv. Cor telecomando usato come mazza da baseball manco fossimo Jack Nicholson impazzito ndll’Overlook Hotel. Senza più parole. Solo co’ tante parolacce. Stefan Radu, Laziale fracico.

Marusic 6,5: l’arrivo de Romulo lo rianima tipo er fulmine co’ Frankestein Junior.

Lulic 6,5: se corresse la metà ma sbajasse meno cross, forse sarebbe mejo. Ma forse, non sarebbe più Senad Lulic. E noi se lo tenemo stretto così. Il nostro Re di Coppe.

Durmisi 6: quando se presenta sur dischetto de rigore, c’ha ‘na faccia talmente spaurita che pare Nino de “La leva calcistica della classe ‘68”.

Milinkovic-Savic 6: che poi vabbè, è ita come è ita e va bene cosi. Ma santoddio, Serge’, ‘na spallata così dentro l’aria de rigore quando ormai la partita è finita e tu devi solo lascia’ scorre er pallone nemmeno quando pogavamo da ragazzini ascoltando musica de merda.

Leiva 9: l’anno scorso un suo errore dal dischetto aveva contribuito alla sconfitta in semifinale contro il Milan. Quest’anno, tocca a lui calciare il rigore decisivo e, con la stessa freddezza e lucidità con cui ha dominato il centrocampo per 120 minuti, manda la Lazio e i Laziali in Paradiso. A giocarsi meritatamente la rivincita dello scorso anno. “Il calcio toglie, il calcio dà”. Regola che vale per tutti. Tranne che per i romanisti.

Luis Alberto 6,5: spesso nel vivo del gioco, quando ha l’occasione giusta sui piedi, sceglie sempre la soluzione sbagliata. Un po’ come quei clienti che me chiedono dove sta Zara. Io je dico: “esce dal negozio e va a sinistra”. Te ringraziano. Escono dar negozio. E vanno a destra.

Parolo 6,5: l’amico tuo, quello bravo, che quando er sabato sera nun esce, ne senti la mancanza. Quello che te viene a saluta’ quando parti militare. Quello che inviti ar matrimonio. Quello che je fai fa da padrino a tu’ fijo. Quello che vorresti ce fosse sempre.

Correa 6: tanta classe ma dura meno de ‘na storia de Instagram della Ferragni.

Caicedo 6: le due imprese più belle e mozzafiato della Lazio negli ultimi due anni (ieri e a Torino lo scorso anno) passano attraverso due suoi errori macroscopici davanti al portiere avversario. Perché Felipe Caicedo c’è stato inviato dal Destino pe’ ricordacce ogni volta che alla Lazio, le cose facili, nun je piacciono. E noi, pe’ l’ennesima volta, ne prendemo atto.

Immobile 8: dopo il brutto errore con la Juve, cerca er go’ co’ la stessa ostinata costanza co’ cui Patrick Dempsey corteggia Ellen Pompeo in “Grey’s Anatomy”. Lo trova, al termine di uno scambio co’ Caicedo de quelli che fai a Fifa quando spingi i tasti a caso, dopo una partita in cui ha messo tutto e pure qualcosa di più.

Inzaghi 8: basterebbe il video della sua esultanza in Tribuna dopo er rigore de Leiva pe’ rinnovaje er contratto pe’ altri dieci anni. Chi nun vole bene a Simone Inzaghi, se merita anni e anni de Ballardini.

Abisso 2: Asamoah espulso giustamente per un’entrata assassina e poi ammonito grazie al Var. Asamoah, da cui parte il lancio che porta al fallo da rigore di Milinkovic. Ecco come si rovinano e si indirizzano le partite. Uno scempio che solo le parate di Strakosha e il rigore di Leiva spingeranno nell’anonimato.

Telecronisti Rai 3: ne ignoro i nomi ma potrebbero essere tranquillamente Trevisani e Adani sotto mentite spoglie. J’è mancato solo “la riprende Icardi!” e potevamo sta tranquillamente su Inter Channel.

Spalletti 8: l’hai fatti impazzi’ mandando in pensione er Pupone e solo pe’ questo i Laziali te dovrebbero vole’ un po’ de bene. Se poi se mettemo a parla’ delle rosicate quando giochi contro de noi, allora lì, te dovremmo dedica’ un capitolo a parte, da inseri’ nei nostri 119 anni de Storia. Ciao Lucia’, bella pe’ te!

De Vrij 2: se potrebbero scrive tante cose, quello che me chiedo, però, è chissà che hai provato ieri sera. Spaparanzato nella tua milionaria comfort-zone fatta di infortuni e turn-over.

Naingollan 8: famo a fidasse? Fidamose. Un uomo. Un meme.

Monchi 8: dopo avecce regalato Immobile tre anni fa e ave’ costruito ‘na squadra capace de prendene sette dalla Fiorentina, se inventa la cessione der Ninja all’Inter pe’ mannacce dritti dritti in semifinale. Ramon Rodriguez Verdejo detto “Monchi”, più Laziale de tanti de noi.

AVANTI LAZIO

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