MILAN-LAZIO: LE MIE PAGELLE

Strakosha 6: dopo la parata su Calabria, resta talmente inoperoso che chiama er ristorante de Cracco e se fa’ manna’ ‘na Margherita co’ JustEat. Che je costa quanto er premio partita.

Bastos 8: insuperabile in fase difensiva e pericoloso in avanti. Una sicurezza come er bangladino aperto a mezzanotte quando te viene voja de birra.

Acerbi 8: torna sul luogo del delitto dopo dieci giorni e sfodera l’ennesima prova tutta testa e anticipo. Pare che Piatek dopo l’ennesima partita contro Acerbi in cui nun l’ha strusciata, se sia fatto tatua’ un pallone sull’avambraccio. “Così almeno qualche volta lo vedo” pare abbia detto a Gattuso.

Luiz Felipe 6,5: co’ Bastos e Acerbi vicino, poi gioca’ pure a occhi chiusi. Lui lo fa. Altrimenti se sarebbe accorto de quanto fosse brutto Castillejo.

Rómulo 7: passa tutta la partita a conta’ i falli che je fa’ Laxalt. Ogni volta che je parte er doppio passo in loop, do’ ‘na botta ar televisore perché penso se sia inceppato er segnale.

Lulic 6,5: c’ha quella fantastica capacità de fa’ sempre la scelta sbajata che lo vedrei bene come segretario der PD.

Leiva 7,5: trasmette più sicurezza lui in mezzo ar campo che Mitch Buchannon sur bagnasciuga.

Milinkovic-Savic sv: vedello zoppica’ felice pe’ esse andato a festeggia’ il goal de Correa m’ha commosso tipo “L’attimo fuggente” quando i pischelli salgono sulla scrivania pe’ saluta’ er professor Keating.

Parolo 6,5: l’amico tuo che chiameresti quando le guardie stanno pe’ anna’ a perquisitte casa.

Luis Alberto 7: Inzaghi je chiede de sacrificasse e mettese a disposizione dei compagni e allora lui va all’Auchan a fa la spesa a Immobile, passa alla posta pe’ paga’ la bolletta del gas a Caicedo e poi se ferma dar parrucchiere a prende lo shampoo pe’ Manzini.

Badelj 6: l’unico Milan felice ieri sera.

Correa 8: nella serata del karma perfetto, lui è quello che l’ultimo goal in campionato lo aveva fatto proprio al Milan. I primi cinque minuti so’ teribbbili (pronunciato con la voce de Verdone). Poi però entra in partita e i difensori rossoneri lo vedranno solo quando a Milanello verranno consegnate le foto dell’autovelox. Segna il goal della vittoria con un tocco di fino che di solito si elargisce nelle partite di calciotto quando ormai er custode der campo t’ha detto che l’ora è scaduta ma tu voi comunque fini’ l’azione e er portiere avversario sta anna’ a fasse la doccia e s’è tolto pure i guanti.

Caicedo 6,5: entra al posto de Correa e oltre a fa più sponde de un tavolo da biliardo se butta in area de rigore con la stessa credibilità con cui Maurizio Costanzo se mette a da’ lezioni de dizione.

Immobile 7: ok, nun segna. Ma manda in porta Correa alla fine di un contropiede perfetto e tiene il pallone incollato al piede quando è il momento di guadagnare tempo e metri. L’impegno non è mai mancato. I goal torneranno.

Inzaghi 8: sì, ok, avemo perso col Chievo in casa (ma so’ pure 17 anni che perdemo cor Chievo in casa). Però prepara la partita in maniera perfetta, sbanca per la terza volta quest’anno San Siro e la sua squadra finisce facendo il torello nella Scala del calcio. Quando sento gente che invoca Giampaolo, recordman de esoneri, e De Zerbi me viene ‘na tristezza che manco er passero solitario de Leopardi.

I 4000 di San Siro 10: tutti noi temevamo il trappolone mediatico ma sugli spalti la risposta è stata perfetta. Il 12esimo in campo nonostante avessero di fronte 60000 milanisti. E una finale da vivere da protagonisti per chi c’ha sempre creduto.

Calhanoglu 8: nun fa in tempo a entra’ che la Lazio segna. Quando se dice ”cambio azzeccato”.

Cutrone 8: il karma di questa serata magica colpisce anche lui. L’anno scorso si era reso protagonista di uno dei tanti scempi arbitrali perpetrati nei nostri confronti. Quest’anno, segna, sì, di testa, ma in fuorigioco. E l’urlo del goal je resta strozzato in gola. Peccato, Cutro’.

Kessié e Bakayoko 33: chissà chi dei due avrà l’onore di conservare nel cassetto la maglia del finalista di Coppa Italia. Magari potrebbero chiede ad Acerbi de mannajene un’altra così non litigano.

Pazzini 10: so’ passati nove anni da quel giorno. Da quando un Pazzo fece impazzì mezza città. Facendo gode l’altra mezza. E noi non abbiamo mai smesso di volerti bene e celebrarti. Perché se Roma quel 25 aprile venne liberata è solo grazie a te. Grazie ar Pazzo.

AVANTI LAZIO

LAZIO-UDINESE: LE MIE PAGELLE

Strakosha 7: perfetto per novanta minuti tranne che in occasione del rigore. C’avrebbe fatto passa’ un secondo tempo decisamente più interessante.

Patric 6: timido e poco efficace come un pischelletto che vede la gnagna per la prima volta.

Luiz Felipe 7: intimorisce Lasagna urlandogli contro “sei solo chiacchiere e besciamella!” E nonostante la pesantezza del piatto, lo digerisce brillantemente in novanta minuti.

Acerbi 7: “la proprietà commutativa è valida sia per le addizioni che per le moltiplicazioni. La regola della proprietà commutativa è: cambiando l’ordine degli addendi della addizione, la somma non cambia; cambiando l’ordine dei fattori della moltiplicazione, il prodotto non cambia. Spostando Acerbi dal centro al centrosinistra la sua prestazione non cambia.”

Wallace 6: entra ed è subito pusher della stazione Termini. Con la tuta dell’Adidas finta nera e rossa. E le Squalo ai piedi.

Rómulo 6,5: pare uno de quei giocatori de FIFA. Quando se inceppa er pulsante delle finte e comincia a fa’ doppipassi come se nun ce fosse un domani.

Lulic 6,5: più in difficoltà de Luca Giurato davanti a uno Zanichelli

Parolo 6: con un tiro dalla distanza al ventisettesimo della ripresa ha il merito di risvegliare lo stadio dall’abbiocco in cui eravamo sprofondati tutti.

Milinkovic-Savic 6,5: sempre nel vivo del gioco come Greta Thunberg a una manifestazione sull’ambiente.

Leiva 7: pubblichiamo un piccolo estratto del “Manuale del Centrocampista Diffidato” di Paolo Coelho: “quando il centrocampista diffidato nota con la coda dell’occhio che sta per essere chiamato il suo cambio, lui con astuzia prende di mira l’avversario più vicino e lo fracca senza minimamente interessarsi del pallone. L’arbitro lo ammonisce e lui può serenamente uscire dal campo dopo aver raggiunto il nirvana del suo essere. Il passaggio da diffidato a squalificato si è così compiuto”.

Bruno Jordao 6: e ora aspettiamo anche l’esordio di Lionello Manfredoniao e Vincenzo D’Amicao.

Immobile 6: c’ha le polveri bagnate come uno a cui s’è appena rovesciato il bicchiere del drink sul tavolino dove se stava a acchitta’ la botta.

Caicedo 7: le statistiche non mentono. I 5 goal del Panterone hanno fruttato 5 vittorie e 15 punti. A occhio e croce, se l’anno prossimo fa 20 goal, semo Campioni d’Italia in scioltezza.

Badelj 6: c’ha il dinamismo e l’esperienza di un anziano in fila alla posta per ritirare la pensione.

Inzaghi 6,5: la Lazio si rialza dopo dieci giorni che avrebbero depresso chiunque. Figuriamoci un ambiente come quello Laziale che sta in analisi dal 1900. Senza Correa e LA punta tutto sulla coppia “Miami Vice” e porta a casa agevolmente tre punti che rimettono la Lazio in carreggiata Europea.

AVANTI LAZIO

INTER-LAZIO: LE MIE PAGELLE

Strakosha 7: sicuro come un posto de blocco fori ‘na discoteca er sabato sera.

Bastos 7: i secondi intercorsi tra il suo colpo di testa all’indietro e il mancato autogoal so’ stati lunghi come un “lanimadelimejomortaccitua”. Però tutto è bene quel che finisce bene. E di lui resta il ricordo di una gran partita.

Acerbi 7,5: gioca talmente sull’anticipo che lui, a Milano, era salito venerdì co’ la macchina sua.

Luiz Felipe 7: sui primi tre rinvii te viene er dubbio che se sia infilato du’ scarpini sinistri. Poi azzecca er primo tackle e se fomenta manco fosse Rambo in Vietnam. A un certo punto se guarda Perisic e je fa: “Ivan, sono io che vengo a prenderti!”

Romulo 6,5: prima serve a Luis Alberto il pallone da cui nasce il goal della Lazio. Poi passa la partita a innervosi’ Perisic chiedendoje se j’avanza un doppione de Mauro Icardi perché così finisce l’Inter.

Milinkovic-Savic 8: er Sergente sceglie la Scala del calcio per giocare la sua migliore ‘nuova’ partita: meno apparenza, ma più presenza e solidità. Pare che Brozovic, dopo esse stato bullizzato sur go’, sia andato a piagne da mamma. È l’Ibrahimovic dei centrocampisti.

Leiva 8: è il Generale cantato da De Gregori. Solo che lui più che dietro la collina, preferisce stare ancora in trincea. Il leader mentale di una squadra finalmente matura e consapevole delle proprie qualità: “Generale, la guerra è finita. Il nemico è scappato, è vinto, è battuto”.

Luis Alberto 7: il cross per Milinkovic non è un semplice assist. È un bacio Perugina cor bijettino firmato Mara Maionchi che dice: “Tiè, mo’ vedi che poi fa’!”

Parolo 6,5: “Me devi fa’ filtro a centrocampo” je chiede Inzaghi. E allora lui prende un pezzetto de cartoncino e se mette a rolla’ in mezzo ar campo.

Lulic 7: Inzaghi je dice de tampona’ D’Ambrosio e Politano e lui allora gioca tutta la partita co’ er modulo der Cid dentro i pantaloncini.

Durmisi ng: cinque minuti ma solo perché pure lui aveva messo i soldi der campo.

Correa 6,5: qualche strappo dei suoi ma poi se strappa alla schiena. Ed è costretto alla resa.

Caicedo 6,5: io ogni volta che lo vedo ripenso a lui che lascia sur posto Fazio, se beve Olsen e la mette in porta de sinistro. E je do in automatico mezzo voto in più.

Immobile 7: non è la sua partita ma tiene su la squadra e nel finale guadagna minuti fondamentali con le ripartenze e qualche fallo subito. Se sacrifica come l’abbacchio a Pasqua.

Inzaghi 8: non serve cambiare modulo per cambiare modo di giocare. La sua Lazio è un piccolo gioiello fatto di tecnica, grinta e spirito di sacrificio. Che nel cambio De vrij-Acerbi ha la giusta chiave di lettura di questa stagione. Fori uno con l’Iban tatuato sur collo e dentro uno che mette sempre er core in tutto quello che fa.

De vrij 4: tocca aggiunge altro che nun sia già stato detto? Ah sì: c’hai er core de latta.

Candreva 8: entra a dieci minuti dalla fine, sbaja come ar solito tutti i cross che po’ sbaja’ e fa tre falli fondamentali pe’ facce perde tempo. Mai stato così Laziale come oggi.

Caressa 10: “La Lazio finalmente batte una grande!” Bergomi: “Ma Fabio, la Lazio ha battuto la roma!” Lui: “Sì, ma la roma non è più una grande…” Eh niente, ‘sto periodo Caressa ce regala più occhiaie de Pornhub.

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LAZIO-PARMA: LE MIE PAGELLE

Strakosha 6: talmente inoperoso che a un certo punto pe’ aggiunge un brivido alla partita, manda un messaggio a Grigioni e je dice “Mo’ je faccio er Carrizo!”. Et voilà, piazza una gambeta che fa risuona’ un barbarico “Mortaccitua” sopra i tetti de Ponte Milvio.

Patric 6,5: pe’ 77 minuti pare er perfetto mix tra Jaap Stam, Massimo Oddo e il mio amico Ricky (pe’ chi se lo ricorda). Poi vede Sprocati, se ricorda dei bei selfie che se so’ fatti in ritiro e je lascia via libera per il go’ della bandiera.

Acerbi 7: mastica Inglese. Ma non nel senso del parlare benino la lingua d’oltremanica. No. Ciancica Inglese e nun je fa’ tocca’ un pallone.

Radu 7: passa tutta la partita a cerca’ de fa’ capi’ a Gervinho come j’è cambiata in mejo la vita dopo er trapianto de capelli.

Marusic 7: lui è tipo le offerte 3×2 dei supermercati. Per la serie: “Compri Rómulo a gennaio pe’ riacquista’ er Marusic dello scorso anno a marzo”.

Lulic 7,5: dì la verità, Senad, sur go’ volevi crossa, eh? Dai, a me, me lo poi di’! Tanto ‘ste pagelle nun le legge nessuno.

Durmisi 6: entra in tempo pe’ magnasse er go’ più inutile della giornata calcistica.

Leiva 7: gioca ‘na partita intensa pur stando attento a non riceve l’ammonizione che je costerebbe la squalifica. Onore al diffidato Lucas.

Cataldi 6: entra al posto di Leiva ma stavolta non mette er sigillo. D’altronde, mica giocamo sempre contro la Roma, no?!

Milinkovic-Savic 6,5: manda in porta Marusic e poi canta e porta la croce come Jesus Christ Superstar. E se l’attesa del Milinkovic dello scorso anno fosse essa stessa Milinkovic?

Luis Alberto 8: vabbe, er rigore è ‘na busta de fave tipo quelle che tirava Tommaso Rocchi ma il raddoppio è da cecchino e l’assist da calcio d’angolo per Lulic un cioccolatino. Nel mezzo una partita piena di contenuti e di foga agonistica, con un pizzico di sfumatura polemica. Dopo sei mesi passati con il supplente, è tornato finalmente il Maestro.

Correa 7: pericoloso nella trequarti del Parma come Al Bano in Ucraina.

Caicedo 6: dopo tutti ‘sti go’ decisivi, er Panterone vede che la partita è troppo facile e se prende ‘na domenica de vacanza.

Pedro Neto 6: per la teoria del caos, ogni volta che Pedro Neto entra in campo, da qualche parte nel mondo scatta una clausola contrattuale che fa aumenta’ in automatico lo stipendio a Fortuna Wallace.

Inzaghi 8: continua il periodo felice della Lazio dopo il dominio nel Derby e il pareggio pieno di rimpianti di Firenze. Dà nuovamente fiducia a Patric e tiene ancora fuori Parolo ma la Lazio sembra finalmente tornata quella dello scorso anno. Quattro goal nel primo tempo sono tanta roba. L’unico rimpianto è non averne fatti altrettanti a Firenze. E in una settimana in cui le altre regalano passi falsi come se piovesse, la Lazio risponde presente.

AVANTI LAZIO

LAZIO-ROMA: LE MIE PAGELLE

Strakosha 8: come ho già scritto un’altra volta, in ogni partita epica c’è sempre quello che resta in campo pur infortunato. Oggi tocca a lui. Perfetto per tutto il match, finisce col braccio al collo in un perfetto mix tra il Pelé di “Fuga per la vittoria” e il Carlo Cudicini di un Lazio-Cagliari di tanti anni fa.

Bastos 8: El Sharaawy se lo vede spunta’ ovunque manco fosse er nero de Whatsapp.

Poi, vista la pericolosità del Faraone metrosexual, Quissanga decide de creasse qualche grattacapo da solo con un par de lisci dei sua. A cui pone prontamente rimedio.

Acerbi 8: se magna Dzeko e quello che resta dell’attaccante bosniaco se lo fa mette in una doggy bag e se lo finisce de magna’ oggi a pranzo.

Radu 8: bullizza er tanto temuto Zaniolo con lo stesso cinico piacere con un cui quelli der quinto te facevano er primino nel bagno alle superiori. Quando Kolarov viene espulso, lui je sorride cor ghigno de Mario Brega quando dice a Verdone: “Ah Sergio, pensa che è mi’ fija…”

Marusic 8: se lui è ancora un giocatore in cantiere, Kolarov è l’anziano che se lo guarda.

Luis Alberto 8: gioca praticamente da fermo ma riesce sempre a offrire la soluzione giusta. Manco fosse er blog de Aranzulla.

Parolo 8: entra e dà sostanza ar centrocampo come er calzino riempito d’ovatta messo nei jeans prima d’anna’ in discoteca nell’anni ‘80.

Leiva 8: se fosse nato settant’anni fa, J. R. R. Tolkien j’avrebbe dedicato “Il Signore del Centrocampo”: un’opera maestosa in cui questo brasiliano dallo sguardo ariano anticipa ogni avversario provi a passare dalle sue parti. De Rossi, Pellegrini e Cristante, al suo cospetto, sembrano elfi che se so’ persi in mezzo ar bosco.

Milinkovic-Savic 8: se sdoppia. Milinkovic fa a spallate co’ Pellegrini, Savic co’ Cristante. E nessuno dei due lo prende mai. Finisce da boa offensiva e offre a Cataldi la palla del 3-0.

Lulic 8: Fiorenzi pare Rovazzi e lui lo asfalta senza pietà. Insieme a Radu organizza er trappolone emotivo in cui i giocatori della Roma ce cascano co’ tutte le zampe. Dando er la ad una delle più grosse rosicate de sempre. Capitano, mio Capitano.

Correa 8: immarcabile. Manda in porta Caicedo con una palla al bacio e poi si prende il rigore che chiude di fatto la partita. Fazio se lo sognerà la notte. E io, se fossi il Tucu, un po’ mi preoccuperei.

Cataldi 8: segna il goal del trionfo al termine di un’azione magistrale. Era già entrato bene a Siviglia, nel Derby conferma quello che già pensavamo da un po’: è un altro Danilo. E va bene così. Senza parole.

Caicedo 8: “spero di venire ricordato per questo goal e non per l’errore di Crotone”. In una serata magica, er buon Felipe dà una lezione di stile ed eleganza a tutti quelli che lo hanno deriso e insultato in questi mesi. Non sarà un cecchino ma è uno che a pallone ce sa gioca’. E mette in porta, sfruttando un cioccolatino di Correa, l’ennesimo goal decisivo della stagione.

Immobile 8: l’arma segreta de Inzaghi. Non è al massimo ma Inzaghi lo mette al momento giusto. Come quando azzecchi la cottura dell’uovo mentre prepari la carbonara. Manda in porta Correa in occasione del rigore e lo realizza con quella rabbia e quella voglia che noi tifosi gli riconosciamo. E amiamo.

Inzaghi 8: è tornato “l’inculatore dei colleghi”. Quello che leggeva le partite in modo perfetto e se portava a casa lo scalpo altrui. Schiera una Lazio a sorpresa lasciando in panchina Parolo e manda Di Francesco in analisi. Per clima, intensità e cinismo, la sua più bella Lazio di sempre.

De Rossi 8: imbolsito, la barba lunga, le occhiaie. Er poro Daniele pare una delle comparse der Trono de Spade. Uno de quelli che è rimasto sul set tutto truccato in attesa comincino le riprese della nuova stagione.

Kolarov 8: rosica come Ultimo ogni volta che sente la parola “Mahmood”. Esce dal campo sconfitto tra i fischi di tutto l’Olimpico Laziale. E quello è il nostro quarto goal.

Totti 8: la faccia da stupidone al terzo goal vale il prezzo dell’abbonamento a DAZN. Grazie per tutte le chicche che continui a regalacce, France’.

AVANTI LAZIO.

LAZIO-EMPOLI: LE MIE PAGELLE

Strakosha 6: testimonial della prossima campagna pubblicitaria di Amazon: “Sapete perché non esco mai? Perché compro tutto online’.

Acerbi 7, Radu 6,5, Bastos 6: nella difesa a tre, loro so’ come “Il Volo”. C’è er bravo ragazzo (Acerbi-Piero) che parla sempre della famiglia, er fijo de ‘na mignotta (Radu-Gianluca) che ammicca sempre alle fan e poi c’è er tontolone (Bastos-Ignazio), quello che vole scopa’. Ma vede scopa’ l’altri.

Romulo 6,5: e io che invece pensavo fosse solo ‘na trovata pubblicitaria de Tare pe’ l’uscita de “Il primo Re”. Invece esiste e fa quello che dovrebbe fare un esterno destro. Corre. Crossa. E fa pure qualche diagonale. Benvenuto.

Lulic 6,5: quando le partite se mettono alla cazzo de cane, lui se esalta sempre. Perché è nel caos, che Senad Lulic trova la via della Luce.

Leiva 6: Leiva. Ma non Leivissimo.

Berisha 6: parte palla ar piede, sterza, se gira e se rigira su se stesso e poi la passa dietro. Un po’ come quello che nelle risse parte subito pe’ mena’ tutti ma poi rallenta sperando che qualcuno lo fermi perché in realtà se sta’ a caca’ sotto.

Badelj 6: entra in campo co’ l’entusiasmo e la forma fisica della Berté alla quarantacinquesima partecipazione al Festival de Sanremo.

Milinkovic-Savic 6: sarà che da lui te aspetti sempre qualcosa de più. Che pure quando fa la partita normale, pensi che abbia giocato de merda. Un po’ come Patty Pravo: ami come canta, ma nun poi nun pensa’ a che cazzo de capelli s’è fatta.

Cataldi 6: nervoso come Toto Cutugno quando ha smesso de arriva’ secondo.

Correa 6: moscio e senza brillantezza. Un po’ come Baglioni quest’anno.

Caicedo 7,5: “no, non è un bomber. È Caicedo!” canterebbe Achille Lauro. Ma in due partite complicate, ha portato sei punti alla causa. Mettetece ‘na pezza. Quando Correa ha provato a portaje via il pallone del rigore, lui se l’è guardato. J’ha sorriso tipo Mario Brega a Verdone quando je dice “Ah Sergio, pensa che è mi’ fija!”. E j’ha detto a bassa voce: “tiralo pure te, poi però se vedemo sotto la doccia…”

Pedro Neto 7: entra e fa quello che chiediamo ai nostri giocatori da 119 anni quando la squadra vince ma è in difficoltà: va fino alla bandierina del calcio d’angolo per perdere tempo e cercare di guadagnare uncalcio d’angolo. Basta questo per amarlo già.

Inzaghi 6,5: la sua Lazio è costretta a giocare la terza partita in soli sette giorni e ottiene il massimo nonostante sia rimaneggiata tipo la Vanoni dopo er trentatreesimo lifting. Abbiamo sempre chiesto a questa squadra, meno goal ma più capacità di soffrire. Ed eccola qua: la squadra che sa vincere anche uno a zero.

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FROSINONE-LAZIO: LE MIE PAGELLE

Strakosha 7: passa er primo tempo a cerca’ su Internet un posto dove compra’ la mozzarella de bufala nelle vicinanze dello stadio. Nel secondo, salva er risultato co’ la prontezza de riflessi co’ cui Jerry Calà se spoja davanti a Sabrina Salerno in “Fratelli d’Italia”.

Bastos 6: lui e Wallace quando giocano so’ capaci de fasse rimpiange a vicenda. Verrà premiato come “primo Laziale a cui il VAR ha annullato a suo favore una decisione arbitrale”. Che de ‘sti tempi, è tanta roba.

Acerbi 8: monumentale. Se Salvini venisse a fa’ un comizio a Formello, se metterebbe la maja sua.

Radu 6,5: sta ancora a insulta’ Abisso.

Marusic 6: i polmoni ce stanno. Se se ricordasse de porta’ in campo pure i piedi, però, nun farebbe un soldo de danno.

Durmisi 6: tocca spiegaje che il calcio non è il rugby e che la palla se po’ passa’ pure in avanti.

Parolo 6,5: indispensabile come er guanciale nella carbonara.

Badelj 6: c’ha lo stesso ritmo partita de un anziano davanti a un cantiere.

Leiva 6,5: entra e rende più solido er centrocampo laziale. ‘Na specie de Viagra calcistico, in pratica.

Luis Alberto 6,5: “eh, se vede che sta bene fisicamente!” dico al mio vicino de posto nella Tribuna Est dello Stirpe. Passano due minuti, se tocca l’inguine e chiede er cambio. Io, i cazzi mia, mai eh?!

Lulic 6: quando se mette trequartista alle spalle de Immobile, m’è tornato in mente er poro Roberto Bacci che Zoff lo faceva gioca’ sempre e ovunque.

Immobile 6,5: stanco e poco lucido come er tifoso laziale dopo la due giorni de pippe pe’ la Coppa Italia.

Caicedo 7,5: “se segnava contro er Crotone” is the new “Sì, ma allora il PD?”. Ma lui se ne frega come la neve di Ligabue e tira uno scaldabagno sotto l’incrocio dei pali che regala tre punti fondamentali alla Lazio nella corsa Champions.

Berisha 6: più spaesato de Pollicino quando je se magnano le molliche de pane sulla strada der ritorno.

Inzaghi 6,5: non era facile tenere alta la concentrazione della squadra dopo il successo con l’Inter. Lui ci riesce anche se i cambi stavolta sembravano fatti cor sacchetto dei numeri della Tombola.

AVANTI LAZIO